Ho letto per voi …. Aria pulita a scuola: come difendere i nostri figli (e i loro insegnanti) dall’inquinamento dentro le aule

Scritto da Alessia | 15 novembre, 2011 9:56

Vi ricordate di questo libro???  Ve l’avevo proposto a Settembre. In quest’ultimo mese, nonostante il poco tempo a disposizione, sono riuscita a leggerlo e devo dire che mi si è aperto un mondo scolastico veramente pessimo. Non che non lo sapessi già, ma leggere la parte a me sconosciuta di questo argomento mi ha fatto rabbrividire…..

Il libro è composto da questo Indice:

7 Introduzione

11 Scuole italiane: edifici malati?
14 Le cause dell’inquinamento
50 Asma tra i banchi
56 Piccoli accorgimenti per respirare meglio
70 Una scuola sana a partire dai muri
87 Cosa dice la legge
105 Ringraziamenti

Ecco un pezzo del testo tratto dal libro che mi ha fatto riflettere:

…..”Ogni giorno, un esercito di alunni, insegnanti e personale scolastico, trascorre molte ore in spazi comuni che, in termini di densità abitativa, sono senz’altro più ristretti rispetto a un normale ufficio. Si tratta di ambienti affollati, in cui la scarsa ventilazione favorisce l’accumulo di un allarmante cocktail di sostanze inquinanti, in parte provenienti dall’esterno ma in parte rilasciate da numerose fonti interne che vanno dagli arredi alle vernici, dai materiali che rivestono pareti e pavimenti ai prodotti usati per le pulizie.”

“Perfino i gessetti e i pennarelli concorrono a creare il perfido mix che appesantisce i polmoni. A queste insospettabili fonti di inquinamento chimico si sommano agenti fisici, come il radon o i campi elettromagnetici, e biologici, come gli acari della polvere, le muffe dovute all’umidità, i batteri e gli allergeni di varia natura. Compresi quelli degli animali domestici, che arrivano a scuola
trasportati dai vestiti di alunni e insegnanti. Il risultato è che l’aria che si respira in classe è molto peggiore di quella esterna. Il che, vista la cappa di smog che grava irrimediabilmente sulle nostre città trafficate, è tutto dire.
Non c’è da stupirsi, quindi, se influenze, raffreddori e mal di gola si susseguono fin dall’inizio dell’anno scolastico. I più colpiti sono i bambini di elementari e materne, che hanno un sistema immunitario ancora immaturo, respirano più velocemente degli adulti e accumulano una concentrazione di inquinanti maggiore in rapporto alla minore massa corporea.”…..

Quando ho finito di leggere ho pensato subito ai miei figli …… ma in che razza di mondo li stiamo facendo vivere? Ma in che razza di edifici li facciamo stare per ben 8 ore della loro quotidianità? Se si “applicassero alla lettera tutte le norme, le linee-guida, le direttive e le raccomandazioni esistenti in materia di igiene, sicurezza, edilizia e gestione degli edifici scolastici, i nostri figli seguirebbero le lezioni in una specie di paradiso”.  Purtroppo la realtà ci mostra l’esatto opposto, nonostante le leggi (la 626 e la 81) di questo Paese siano riconosciute in ambito internazionale tra le migliori al mondo.

E allora, che fare? Il libro di Dalla Rosa è ricchissimo di informazioni e di preziosi consigli rivolti a noi famiglie e agli insegnanti per limitare i pericoli legati all’inquinamento. Si va dai rimedi semplici e di facile esecuzione a quelli che richiedono impegno finanziario e che chiamano in causa le amministrazioni pubbliche.

Qualche esempio? I rimedi semplici sono quelli di arieggiare gli ambienti per 5-10 minuti più volte al giorno per ridurre i livelli di CO2, così il rendimento e l’attenzione dei bambini possono migliorare grazie alla diminuzione dell’ anidride carbonica presente in aula; di pulire le lavagne con un panno umido per evitare che la polvere del gesso si disperda nell’aria; di prestare attenzione ai pennarelli e agli evidenziatori che si acquistano, perché contengono dei solventi che evaporano a contatto con l’aria; di non usare colori o evidenziatori che emanano profumi alla frutta, perchè contengono sostanze chimiche tossiche, che possono invogliare i bambini a fiutarli…

Rimedi più complessi: le scuole dovrebbero sostenere (con fondi che purtroppo non hanno quasi mai) le spese per l’istallazione di un ventilatore nei bagni per contrastare la formazione delle muffe o l’acquisto di arredi senza formaldeide. E poi, c’è quel 36% delle scuole italiane che avrebbe bisogno di interventi di ristrutturazione e che quindi continuano ad avere tutta una serie di problemi che incidono anche sulla qualità dell’aria.

Infine… recenti studi hanno evidenziato il rapporto tra qualità dell’aria all’interno delle aule e rendimento scolastico: aria più pulita equivale a una pagella con voti migliori.

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