Latte, sonno e sport: così l’intestino è protetto

Scritto da Alessia | 27 aprile, 2011 18:06

Bere un bicchiere di latte al giorno da bambini o meglio per tutta l’infanzia, abbassa fino al 40 % il rischio di tumore del colon da adulti. Dormire poco ha l’effetto contrario e fare sport riduce sia il pericolo di sviluppare la malattia che le probabilità di morirne.

Il latte: uno studio neozelandese ha studiato le abitudini di 562 malati di cancro intestinale di età compresa tra i 30 e i 69 anni con quelle di 571 persone sane per verificare l’utilità del consumo di latte l periodo scolastico. L’esito a cui sono giunti i ricercatori (che hanno pubblicato lo studio sull’American Journal of Epidemiology) è che un consumo quotidiano e costante ha effetti benefici probabilmente per il fatto che si accumulano nell’organismo alti livelli di calcio che proteggono l’intestino dalla formazione di una neoplasia. «Diverse ricerche hanno già riportato l’utilità del consumo quotidiano di calcio e latte negli adulti per prevenire la formazione di adenomi o formazioni cancerose nell’intestino, ma raramente finora si è indagato sull’infanzia», spiegano gli autori. Gli scienziati hanno calcolato che la riduzione del rischio di tumore colonrettale in età adulta si attestava al 20 % per i soggetti che avevano bevuto almeno un bicchiere di latte al giorno per 4-6 anni e aumentava al 40 % in caso di assunzione per 6 anni e oltre.

Sonno: dormire meno di sei ore a notte aumenterebbe del 50 % il pericolo di sviluppare adenomi (lesioni precancerose che possono portare a un carcinoma del colonretto). A dirlo sono gli studiosi della Case Western Reserve University (Usa) in un articolo su Cancer dopo aver vagliato i dati relativi a durata e qualità del sonno in 1.240 persone prima di fare una colonscopia. Durante l’esame, a 338 partecipanti è stato trovato un adenoma colonrettale e si è notato che l’incidenza delle lesioni è maggiore in chi dorme troppo poco rispetto ai soggetti che riposano almeno 7 ore.

Sport: «Non è mai troppo tardi per iniziare a fare ginnastica. E non è mai neppure troppo presto». È questo il commento di Kathleen Y. Wolin, ricercatrice della Washington University School of Medicine, ai risultati del suo studio che mostrano come gli adulti che praticano sport regolarmente abbiano meno rischi di morire per un tumore del colon. Wolin e i colleghi hanno esaminato oltre 150mila persone, incrociando i dati a livello di sport praticato tra il 1982 e il 1997 con quelli sulle diagnosi tra il 1998 e il 2005 e con i decessi da cancro fra il 1998 e il 2006. E’ così emerso che chi ha fatto sport per almeno 10 anni va incontro a un pericolo minore di morire a causa di un carcinoma colonrettale. «I benefici maggiori – conclude la studiosa – sono evidenti in chi ha fatto sport per la maggior parte della sua vita, ma questo non significa dover fare maratone o sudare per ore ogni giorno: bastano 30 minuti di camminata al giorno per tenere lontano il cancro, ma anche diabete e malattie cardiache».

Rif http://www.corriere.it

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